Attraverso una ricca documentazione, questo volume ricostruisce in modo organico, e per la prima volta, l’attività della Commissione centrale per l’esame dei libri di testo, istituita nel 1923 dall’allora ministro della Pubblica Istruzione Giovanni Gentile, nel quadro dell’opera di riordinamento della scuola avviata con la riforma che porta il suo nome, e rimasta in funzione fino al 1928.
La ricerca condotta da Anna Ascenzi e Roberto Sani consente di approfondire le scelte operate da tale organismo in un quinquennio assai importante per i futuri sviluppi della scuola italiana. Vengono inoltre messe a confronto diverse concezioni del libro per la scuola, delle sue funzioni e delle sue finalità, evidenziando, in particolare, le differenze tra l’operato del pedagogista neoidealista Giuseppe Lombardo Radice e dei suoi collaboratori, rispetto agli indirizzi e alle scelte assunti, successivamente, da Giovanni Vidari e, soprattutto, da Balbino Giuliano, Michele Romano e Alessandro Melchiori, artefici, questi ultimi, della vera e propria opera di fascistizzazione del libro per la scuola.
Quest’opera, inserita in una serie di indagini promosse dal Centro di documentazione e ricerca sulla storia del libro scolastico e della letteratura per l’infanzia dell’Università degli Studi di Macerata, offre importanti elementi per lo studio dei complessi rapporti tra idealismo e fascismo in ordine alla politica scolastica e culturale e per una più approfondita valutazione del ruolo esercitato dallo Stato nel campo dell’istruzione e dell’educazione delle nuove generazioni.
La ricerca condotta da Anna Ascenzi e Roberto Sani consente di approfondire le scelte operate da tale organismo in un quinquennio assai importante per i futuri sviluppi della scuola italiana. Vengono inoltre messe a confronto diverse concezioni del libro per la scuola, delle sue funzioni e delle sue finalità, evidenziando, in particolare, le differenze tra l’operato del pedagogista neoidealista Giuseppe Lombardo Radice e dei suoi collaboratori, rispetto agli indirizzi e alle scelte assunti, successivamente, da Giovanni Vidari e, soprattutto, da Balbino Giuliano, Michele Romano e Alessandro Melchiori, artefici, questi ultimi, della vera e propria opera di fascistizzazione del libro per la scuola.
Quest’opera, inserita in una serie di indagini promosse dal Centro di documentazione e ricerca sulla storia del libro scolastico e della letteratura per l’infanzia dell’Università degli Studi di Macerata, offre importanti elementi per lo studio dei complessi rapporti tra idealismo e fascismo in ordine alla politica scolastica e culturale e per una più approfondita valutazione del ruolo esercitato dallo Stato nel campo dell’istruzione e dell’educazione delle nuove generazioni.
Biografia dell'autore
Anna Ascenzi (Macerata 1964) si è laureata in Filosofia all’Università degli Studi di Macerata e ha conseguito il dottorato di ricerca in Scienze dell’educazione presso l’Università degli Studi di Perugia. Titolare di un assegno di ricerca sul tema «Teoria e storia della letteratura per l’infanzia nell’Italia contemporanea», ha pubblicato vari contributi sulla storia della didattica disciplinare e dei libri di testo e sulla letteratura giovanile tra Otto e Novecento. Attualmente è professore a contratto di Storia della letteratura per l’infanzia presso la Facoltà di Scienze della formazione dell’Università degli Studi di Macerata. Tra i suoi lavori più recenti: La letteratura per l’infanzia oggi (Vita e Pensiero, Milano 2002); Tra educazione etico-civile e costruzione dell’identità nazionale. L’insegnamento della storia nelle scuole italiane dell’Ottocento (Vita e Pensiero, Milano 2004).
Roberto Sani (Roma 1958) è professore ordinario di Storia dell’educazione e rettore dell’Università degli Studi di Macerata. Ha pubblicato numerosi e importanti studi sulla storia dell’educazione e delle istituzioni scolastiche in età moderna e contemporanea e sulla politica scolastica italiana tra Otto e Novecento. Tra i suoi lavori più recenti: Scuola e società nell’Italia unita. Dalla legge Casati al Centro-sinistra (Brescia 2001); Sulle orme di Vincenzo de’ Paoli. Jeanne-Antide Thouret e le Suore della Carità dalla Francia rivoluzionaria alla Napoli della Restaurazione (Vita e Pensiero, Milano 2001); Severino Fabriani. Un ecclesiastico ed educatore nella Modena della Restaurazione (Roma 2001); Maestri e istruzione popolare in Italia tra Otto e Novecento (Vita e Pensiero, Milano 2003); «La Civiltà Cattolica» e la politica italiana nel secondo dopoguerra (1945-1958) (Vita e Pensiero, Milano 2004).
Roberto Sani (Roma 1958) è professore ordinario di Storia dell’educazione e rettore dell’Università degli Studi di Macerata. Ha pubblicato numerosi e importanti studi sulla storia dell’educazione e delle istituzioni scolastiche in età moderna e contemporanea e sulla politica scolastica italiana tra Otto e Novecento. Tra i suoi lavori più recenti: Scuola e società nell’Italia unita. Dalla legge Casati al Centro-sinistra (Brescia 2001); Sulle orme di Vincenzo de’ Paoli. Jeanne-Antide Thouret e le Suore della Carità dalla Francia rivoluzionaria alla Napoli della Restaurazione (Vita e Pensiero, Milano 2001); Severino Fabriani. Un ecclesiastico ed educatore nella Modena della Restaurazione (Roma 2001); Maestri e istruzione popolare in Italia tra Otto e Novecento (Vita e Pensiero, Milano 2003); «La Civiltà Cattolica» e la politica italiana nel secondo dopoguerra (1945-1958) (Vita e Pensiero, Milano 2004).


