Queste pagine ripercorrono le stagioni dell’opera poetica di
Sereni (1913-1983), alla luce della meditazione etica e filosofica che mai il poeta lombardo disgiunse dalla propria scrittura. L’adesione al flusso dinamico del reale, appresa alla scuola estetica di Antonio Banfi, e le suggestioni dell’esistenzialismo tedesco di Karl Jaspers, il dialogo intellettuale intrattenuto per decenni con Sergio Solmi consentono di rilevare i modi con cui Sereni poté porsi al di là della temperie ermetica, sin dalla prima raccolta di versi (Frontiera), e di portare alla luce il disegno profondo sottostante ai testi delle raccolte successive (Diario d’Algeria, Gli strumenti umani e Stella variabile), fino al poemetto sul ‘posto di vacanza’, quando via via si accentua la precisione referenziale del tessuto lirico, aperto ormai alla pluralità dei registri, agli innesti narrativi e prosastici. La sezione conclusiva sottolinea poi – prendendo in esame alcune significative pagine critiche di Sereni su Dante, Ariosto, Virgilio e Petrarca – il legame vivo e dialettico che, nell’amalgama variegato dei propri versi, il poeta di Luino (non per questo meno ricettivo interprete del proprio tempo) intrattenne con la tradizione letteraria italiana.
Biografia dell'autore
Francesca D’Alessandro ha cominciato il suo cammino di ricerca con una tesi su Torquato Tasso, considerato per la prima volta come rifacitore dell’opera paterna, che ha dato esiti apparsi sui «Rendiconti dell’Istituto Lombardo» (2, 1997) e su «Studi tassiani» (46, 1998). Svolge attività didattica e scientifica presso il Centro «Letteratura e Cultura dell’Italia Unita» dell’Università Cattolica di Milano e la Facoltà di Lingue dell’Università Cattolica di Brescia. Si è occupata del Novecento letterario italiano ed europeo (Montale, Contini, Eliot, Valéry). Attualmente rivolge i propri interessi a Sergio Solmi e attende a un’edizione commentata di
Un posto di vacanza di Sereni.


