Il Viaggio d'inverno di Elfriede Jelinek, Premio Nobel 2004, atto di decostruzione intertestuale di notevole complessità e audacia, si appropria del titolo e dell'ossatura emotiva del ciclo liederistico di Franz Schubert, Winterreise, per inaugurare un dispositivo drammaturgico singolare. Volutamente sprovvisto di indicazioni sceniche e ruoli definiti, il testo si apre a una lettura come peculiare romanzo o autobiografia indiretta, intessuta di rimandi letterari e musicali, ma anche come provocazione. L'originario viandante schubertiano cede il passo a un soggetto lirico franto e polifonico, veicolo di esplorazione mnestica. Elementi intimi e dolorosi intramano il rapporto con la figura materna e ripercorrono la storia (anche psichica) del padre. La tensione dialettica tra omaggio e sovversione è sostenuta da un'architettura testuale e ritmica costruita sulla forma musicale della fuga: soggetti e controsoggetti, voci e controvoci tagliano il presente in un moto continuo di variazione e contrappunto. Testo radicale e spiazzante, il Viaggio d'inverno sfida apertamente i confini canonici. Edizione con testo a fronte accompagnata dal ciclo liederistico Winterreise (1827) composto da Franz Schubert su testi di Wilhelm Müller.
Viaggio d'inverno. Testo tedesco a fronte
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| Titolo | Viaggio d'inverno. Testo tedesco a fronte |
| Autore | Elfriede Jelinek |
| Curatore | R. Svandrlik |
| Traduttore | R. Cortese |
| Argomento | Literature and Arts Literature and Linguistics |
| Collana | TransAustria, 2 |
| Editore | Edizioni ETS |
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| Pagine | 200 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788846772350 |
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