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Assisi. Un incontro inaspettato. Con il Cantico delle creature di san Francesco

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Assisi. Un incontro inaspettato. Con il Cantico delle creature di san Francesco
Titolo Assisi. Un incontro inaspettato. Con il Cantico delle creature di san Francesco
Autore
Traduttore
Argomento History , Religion and Philosophy Religion
Collana Temi, 347
Editore Bollati Boringhieri
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 80
Pubblicazione 2026
ISBN 9788833946184
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"Chi d'esso loco fa parole, / non dica Ascesi, che direbbe corto, / ma Oriente, se proprio dir vuole". I versi del "Paradiso" dantesco che nominano Assisi, in cui "nacque al mondo un sole" chiamato Francesco, suonano come un pronostico, se letti nel contesto del libretto amorosissimo di Cheng. Qui Oriente e Occidente, tradizione taoista e cristianità scoprono la loro comunione grazie all'universalità del santo più venerato. A testimoniarla, in una scrittura tersa che ha la chiarità delle estati umbre, è un migrante giunto in Francia dalla Cina. Adesso è una gloria letteraria nella terra che l'ha accolto, ma quando vide per la prima volta Assisi, nel 1961, non era che un giovane esule in preda allo spaesamento. Di quell'incontro inaspettatamente abbagliante con i luoghi francescani volle serbare per sempre memoria iscrivendolo nel suo stesso nome: all'atto della naturalizzazione francese, dieci anni dopo, scelse François al posto del cinese Chi-hsien, "celebrante la saggezza". Origini e approdi si pongono così per lui sotto il segno di una segreta alleanza, di cui Francesco diventa l'emblema. Se ne cercherebbe invano, in queste pagine, l'immagine agiografica tutta mansuetudine e candore. "Il Grande Vivente", lo chiama Cheng, e ne avverte la presenza di "eterno contemporaneo" soprattutto tra le rocce incorruttibili che gli fecero da giaciglio. Per l'intellettuale cinese cresciuto nella geomantica del Tao, l'antica arte di leggere l'energia dei paesaggi, la geografia della santità - l'Eremo delle Carceri, la Porziuncola, San Damiano - rivela da subito un corpo vivo, pulsante. «Ecco il luogo, il mio luogo! È qui che il mio esilio avrà fine!»
 
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