Le bobine, il ticchettio del nastro nella macchina da presa, il fascio di luce del proiettore che attraversa i fotogrammi: la pellicola è l'immagine più iconica del cinema, nonostante ormai da decenni la maggior parte dei film viene realizzata con apparecchi digitali. Il digitale è un supporto più stabile, dà la possibilità di visualizzare le scene in tempo reale e riduce tempi di lavorazione. Cosa spinge allora alcuni dei più acclamati, inventivi e premiati registi italiani a tornare alla pellicola? Risuleo, a sua volta regista tra i più originali della nuova generazione, si è confrontato con molti dei nomi fondamentali della scena italiana - Pietro Marcello, Francesco Sossai, Alice Rohrwacher, Saverio Costanzo... - e ha raccolto risposte variegate e complesse: la scelta della pellicola non è frutto di una visione nostalgica, bensì una posizione artistica radicale. «In un mondo iperdigitale, più rapido dei nostri pensieri, ci sono artisti che scelgono di rallentare, di darsi dei confini dentro cui scavare in profondità», regalando a noi la possibilità di continuare a gioire di un'esperienza estetica e poetica il cui fascino non sembra essere scalfito dallo scorrere del tempo.
Il cinema in metri. Conversazioni con registe e registi che girano in pellicola
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| Titolo | Il cinema in metri. Conversazioni con registe e registi che girano in pellicola |
| Autore | Fulvio Risuleo |
| Argomento | Human Sciences Communication |
| Collana | Minimum Fax cinema |
| Editore | Minimum Fax |
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| Pagine | 154 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788833897066 |
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