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Mi sono conosciuto nel sogno. Diario

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Mi sono conosciuto nel sogno. Diario
Titolo Mi sono conosciuto nel sogno. Diario
Autore
Curatore
Argomento Fiction Contemporary fiction
Collana La collana dei casi, 18
Editore Adelphi
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 441
Pubblicazione 2026
ISBN 9788845941030
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A partire dal 1938, e pressoché sino alla morte, avvenuta nel luglio del 1973, Guido Morselli tenne un diario dove annotava le sue riflessioni sui temi più svariati. Puntigliosamente, da eterno dilettante - dietro il quale si celava un talento ben più saldo di quello di tanti illustri contemporanei -, Morselli prende spunto dalle letture, dagli incontri, dai fatti della vita per chiarire a sé stesso cosa pensare. E spesso pensa con la mente dei personaggi che ha creato, aiutandoci così a penetrare nel suo mondo speculativo e fantastico, e a comprendere i suoi procedimenti narrativi. Non solo: come ha notato Giuseppe Pontiggia, Morselli «rivive scene già descritte, le integra con una memoria visionaria, apprende particolari retrospettivi, conversa con i personaggi» - come se questi abitassero in permanenza il suo io plurimo. C'è difatti, in queste note di diario, una freschezza, un'acutezza, che subito ricolleghiamo al memorabile narratore dei romanzi e al delicato tessuto di pensiero che questi sottintendono. Come anche vi ammiriamo l'agilità mentale e il lucido equilibrio che gli consentono di elaborare posizioni teoriche - per esempio sulla crisi del romanzo - così originali e in anticipo sui tempi da condannarlo alla solitudine e all'emarginazione. Per lui, del resto, la vita spirituale implica due elementi: «una scelta, e la fedeltà a quello che si è scelto. Così nell'amore, così nei nostri rapporti coi luoghi e con le cose (non li possediamo, se non ci dedichiamo a essi con costanza, senza intermittenze); così nel conoscere». I sogni e le annotazioni di carattere più intimo, infine, aprono uno spiraglio prezioso sulla persona Guido Morselli: per usare ancora le parole di Pontiggia, «quando si esamina allo specchio, Morselli ha l'occhio visionario e oggettivo dei maestri dell'autoritratto. Sono le pagine più intense, e più importanti espressivamente, del diario». Prefazione di Giuseppe Pontiggia.
 

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