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Ai nostri innumerevoli perduti baci. Le origini dell'omofobia in Occidente

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Ai nostri innumerevoli perduti baci. Le origini dell'omofobia in Occidente
Titolo Ai nostri innumerevoli perduti baci. Le origini dell'omofobia in Occidente
Autore
Traduttori ,
Argomento Human Sciences Sociology
Editore UTET
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 304
Pubblicazione 2026
ISBN 9791221215298
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Nell'Iliade il rapporto tra Achille e Patroclo è notoriamente ambiguo: tra i due cugini si stringe un'amicizia che sembra troppo intensa per non nascondere qualcosa di più. Qualche secolo dopo, nei Mirmidoni di Eschilo, i due sono esplicitamente ritratti come amanti e, quando il fantasma di Patroclo appare a uno sgomento Achille, lo rimprovera di non aver portato rispetto «ai nostri innumerevoli perduti baci». D'altra parte è risaputo che l'educazione giovanile (la paideia) poteva prevedere un'unione erotica tra giovane discepolo e saggio maestro, senza che nessuno ad Atene trovasse sconveniente. E allora: com'è possibile che ciò che veniva visto come amore o persino educazione affettiva divenne per il mondo cristiano un peccato mortale? Harry Tanner è un giovane professore, studioso del mondo antico, che da ragazzo è stato dolorosamente sottoposto alle terapie di conversione all'eterosessualità diffuse negli ambienti cristiani più tradizionalisti. Decide così di usare i suoi strumenti da ricercatore per risalire alle origini profonde dell'omofobia occidentale. Scava tra le fonti letterarie e storiche, tra i poemi e i frammenti, tra le leggi di Sparta (le prime a punire l'omosessualità) e quelle dell'antica Roma, tra le pagine del Vecchio Testamento (dove ci sono tracce nascoste di un amore tra Davide e Gionata), nella vita di Alessandro Magno e tra le pieghe della filosofia di Platone, nelle arringhe di Cicerone e nel pensiero stoicamente omofobico di San Paolo. E più ricerca, più quello che sembrava un cammino lineare di progresso si fa labirinto: il mondo antico nei secoli ha alternato momenti in cui l'amore queer era perfettamente lecito ad altri in cui invece veniva stigmatizzato e punito. Eppure c'è un pattern, perché questa alternanza coincide con l'avvicendarsi di abbondanza e carestia, pace e guerra, tranquillità e crisi. E se fosse lì, la chiave? Ai nostri innumerevoli perduti baci è il paziente disvelamento di un enigma storico e culturale, uno scavo affascinante nel passato che affiora tra le ombre del nostro presente.
 

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