«Se noi fossimo in un gran bosco et havessimo desiderio di ben vederlo tutto, in quello stando al desiderio nostro non potremmo sodisfare, percioché la vista intorno volgendo, da noi non se ne potrebbe veder se non una picciola parte, impedendoci le piante circonvicine il veder delle lontane; ma se vicino a quello vi fosse una erta, la qual ci conducesse sopra un alto colle, del bosco uscendo, dall'erta cominceremmo a veder in gran parte la forma di quello; poi, sopra il colle ascesi, tutto intiero il potremmo raffigurare. Il bosco è questo nostro mondo inferiore, la erta sono i cieli, et il colle il sopraceleste mondo. Et a voler bene intendere queste cose inferiori, è necessario di ascendere alle superiori, et di alto in giù guardando, di queste potremo haver più certa cognitione». Giulio Camillo Delminio, L'idea del theatro.
Vedere il mondo dalle celesti sfere. Giulio Camillo e il teatro della sapienza
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| Titolo | Vedere il mondo dalle celesti sfere. Giulio Camillo e il teatro della sapienza |
| Autore | Luciano Bertolucci |
| Argomento | Literature and Arts Literature and Linguistics |
| Collana | Facezie, arguzie e minuzie |
| Editore | Inschibboleth |
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| Pagine | 242 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788855296236 |
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