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Il più felice dei poeti

Il più felice dei poeti
title Il più felice dei poeti
Author
Curatore
Topic Literature and Arts Classics
Collection Experience light
Publisher Mattioli 1885
Format
libro Book
Pages 180
Published on 2010
ISBN 9788862611671
 

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Ci sono tante pagine incredibili in questa raccolta di scritti yeatsiana, la gran parte ancora inedite in Italia, dove si delinea anche un percorso biografico dell'autore - che passa da scrittore in fasce che scrive a Mallarmé sperando di incontrarlo ad autore affermato che cerca, anche se un po' indispettito dal comportamento del ragazzo, di fare esordire un giovane Joyce nella Dublino letteraria. I toni a volte si fanno elegiaci - ma vale la pena di leggere tutto lo splendido saggio su Synge, vero toccasana per chiunque ami una letteratura libera - a volte confidenziali (soprattutto nei passi autobiografici); spesso traspare qualche antipatia, qualche gelosia, qualche egoismo (nella lettera a Katharyne Tynan, dove le chiede di cambiare il titolo del libro, troppo simile al suo); molto più spesso saggezza, ironia (si veda la descrizione di George Moore), umiltà, passione. È un uomo a trecentosessanta gradi, e un uomo a trecentosessanta gradi è attaccabile, feribile, include sia forze che debolezze, ma è umano, profondamente umano e questa umanità, questa fantasticheria dell'esistenza è la sua poesia. Soprattutto sono pagine fatte di spiragli di luce, di bellezza delle parole, di tutto ciò di cui Yeats fu maestro incontrastato. Ma forse, a questo punto, è inutile cercare di spiegarlo a parole. Come scrisse Stevenson a Yeats, dopo essere rimasto folgorato dai versi della poesia "L'isola sul lago di Innisfree", è sufficiente sentire le parole di Yeats e "essergli grati".
 

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