Allemandi
Costantinopoli. Ediz. greca
editore: Allemandi
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La ceramica a Mondovì nell'Ottocento. Piemonte Italia Europa
di Cristina Fissore
editore: Allemandi
pagine: 258
Un modo nuovo di studiare e presentare la Ceramica di Mondovì, individuando alle radici della sua storia e del suo stile l'invenzione della terraglia di Josiah Wedgwood nell'Inghilterra della rivoluzione industriale e la sua diffusione, attraverso la Francia, fino alla Liguria e al Piemonte. Analoghi lo spirito imprenditoriale, le tecniche, le forme e le decorazioni. Originale è la capacità di produrre e diffondere tra larghi strati della popolazione oggetti di uso quotidiano di grande vivacità e varietà decorativa, coniugando il buon gusto con la praticità. Ai giorni nostri è divenuta obiettivo di appassionato collezionismo. Da questa passione nasce il Museo della Ceramica "Vecchia Mondovì" in via di allestimento. Quasi tutti gli esemplari pubblicati derivano da questa raccolta, confrontati, con altre produzioni ceramiche italiane ed europee.
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Chini alla Scala
di Vittoria Crespi Morbio
editore: Allemandi
pagine: 60
Pittore, scenografo, decoratore di solidissimo mestiere, Galileo Chini (Firenze, 1873/1956) dedica al mondo del teatro una parte cospicua della propria attività, illustrando i drammi di Sem Benelli e firmando allestimenti prestigiosi sui palcoscenici lirici. Il suo gusto misurato e sobrio cede alla fascinazione dell'Oriente in più occasioni, e si ribalta in visionarietà fantastica nella storica prima edizione della Turandot pucciniana, diretta da Toscanini alla Scala nel 1926.
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Borowsky alla Scala
di Vittoria Crespi Morbio
editore: Allemandi
pagine: 80
Formatosi in Ucraina e attivo con Jurij Ljubimov nell'avventura avanguardistica del teatro moscovita alla Taganka, David Borovsky (Odessa, 1934 - Bogotà, 2006) ha firmato la scenografia di allestimenti celeberrimi in Europa e negli Stati Uniti, destinando alla Scala la rivoluzionaria partitura visiva di "Al gran sole carico d'amore" di Luigi Nono (1975) e l'immensa icona sovrastante il "Boris Godunov" di Musorgskij (1979), oltre ad altre realizzazioni nel nome di Musorgskij e di Cajkovskij.
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Le residenze sabaude
editore: Allemandi
pagine: XXI-347
Un volume complessivo sulle Residenze Sabaude a Torino e in Piemonte: quindici edifici storici, tra regge, palazzi, castelli,
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Manzù alla Scala
di Vittoria Crespi Morbio
editore: Allemandi
pagine: 63
Amico personale di Stravinskij, Giacomo Manzù (Bergamo, 1908 - Roma, 1991) ne accompagna le sorti sul palcoscenico della Scala firmando gli allestimenti di "OEdipus Rex" (1964) e dell'"Histoire du soldat" (1966x1970). La sua concezione della "musica nello spazio", mediata dai giochi della luce, trova forma in bozzettixcollages e in modellini di argilla dai colori chiari e gessosi, scatole luminescenti che tradiscono l'amore per la materia e alludono al gesto scenico.
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Il Museo nazionale del cinema
editore: Allemandi
pagine: 79
Quella del Museo Nazionale del Cinema è la storia di un sogno nato dalla tenace passione della studiosa e collezionista Maria Adriana Prolo, accresciutosi nella fortuna dei primi allestimenti, deluso dai numerosi e infelici traslochi e infine coronato il 19 luglio del 2000, anno nel quale il museo viene inaugurato nella perfetta cornice della Mole Antonelliana. Il geniale edificio ottocentesco, progettato da Alessandro Antonelli come tempio per la comunità ebraica torinese e divenuto ben presto il simbolo stesso della città, per uno strano caso del destino ha una storia che negli anni ha incrociato più volte quella dell'antico "Museo della cinematografia"; dopo alterne e travagliate vicende la Mole Antonelliana offre oggi al Museo Nazionale del Cinema uno spazio espositivo innovativo, che si struttura in sei differenti livelli e raggiunge l'apice della sua grandezza nell'imponente Aula del Tempio, sovrastata dal vuoto della cupola e sulla quale si affacciano le numerose gallerie perimetrali. L'allestimento studiato dallo scenografo Francois Confino valorizza la singolarità architettonica dell'edificio e presenta un percorso museale fluido e strutturato verticalmente, che conquista il visitatore snodandosi tra le differenti sezioni espositive che raccontano la nascita e l'affermazione dell'arte cinematografica, dalla sua preistoria fino ai giorni nostri.
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Villa San Luca a Ospedaletti
editore: Allemandi
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Il Palazzo Reale
editore: Allemandi
pagine: 80
Il Palazzo Reale di Torino nasce come organismo vasto e articolato, quasi una città nella città, con il ruolo di centro del potere e luogo di rappresentanza per la magnificenza sabauda. La storia plurisecolare della prima residenza della dinastia dei Savoia in Italia è raccontata non solo dalla luminosa eleganza della facciata seicentesca, ma anche dallo splendore dei suoi interni: gli sfarzosi appartamenti, i fastosi saloni, i pavimenti a intarsio, le preziose tappezzerie, gli arazzi, i tappeti e i dipinti, le antiche porcellane, i vasi e gli orologi. Ma Palazzo Reale racconta anche più di tre secoli di storia del genio progettuale. La cappella e la galleria della Sindone, innalzate da Guarino Guarini nel 1667, la Scala delle Forbici e la Galleria del Beaumont, realizzate da Filippo Juvarra negli anni venti del Settecento, il Gabinetto Cinese allestito da Benedetto Alfieri, la Sala da Ballo, ideata da Pelagio Palagi nel 1835, costituiscono solo le punte di diamante delle colte e raffinate commissioni architettoniche dei sovrani sabaudi. L'ultima impresa architettonica e decorativa è costituita dal maestoso Scalone d'Onore, innalzato da Domenico Ferri nel 1862: con il trasferimento della capitale il Palazzo perde progressivamente di importanza, fatta eccezione per la breve stagione, nel 1931, in cui vi ebbero residenza i principi di Piemonte Umberto II e Maria José, destinati a essere gli ultimi sovrani d'Italia.
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La villa della Regina
editore: Allemandi
pagine: 79
Villa della Regina, incantevole Residenza appannaggio delle consorti dei sovrani, divenuta poi collegio femminile e cancellata
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Cocteau alla Scala
di Vittoria Crespi Morbio
editore: Allemandi
pagine: 105
Suscitatore e catalizzatore di tutta la cultura francese del Novecento, Jean Cocteau (i 889/1963) regala alla Scala il proprio talento di scenografo. Il suo segno rado e luminoso, l'asciuttezza del tratto, l'eleganza e il nitore dei suoi spazi accolgono le musiche del balletto "La dame à la licorne", e compongono la stanza soffocante e chic dove la protagonista di "La voix humaine" di Poulenc insegue al telefono un amore impossibile e incontra la morte.
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Venini glass. Its history, artists and techniques-Catalogue 1921-2007
di Franco Deboni
editore: Allemandi
pagine: 547
Uno dei più importanti cambiamenti nel XX secolo è stata l'evoluzione delle arti decorative dal livello di artigianato a quell
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