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Allemandi

La palazzina di Stupinigi

publisher: Allemandi

pages: 79

I taccuini di Juvarra ci presentano il progetto di un padiglione di caccia al tempo stesso classico, teatrale e perfettamente fuso con il parco circostante. Da questi schizzi nacque la Palazzina di Caccia di Stupinigi, un edificio allo stesso tempo calibrato e capriccioso che anticipa il maturo Settecento dando forma al suo crescente desiderio di vita in villa. Le anime e i volti di Stupinigi sono molti; esso è prima di tutto un edificio di nuova concezione che abbandona gli apparati seicenteschi per scandagliare il nascente gusto settecentesco. Ma è anche fusione di natura e architettura, rifugio all'aria aperta capace di coniugare la stravaganza delle forme e l'ornato dei decori con la geometria del progetto. Infine Stupinigi è il suo giardino e il parco che la circonda, uno dei più spettacolari esempi di arte del giardinaggio. Sublime e naturale, l'idea di Juvarra viene rispettata dai successivi cantieri e si compone anche negli interni, equamente dominati dalla pittura e dall'architettura degli artisti che ci lavorarono e seppero dare molteplici forme alla caccia e al mito di Diana, il filo conduttore decorativo che si dipana attraverso le stanze e raggiunge il suo apice nello scenografico Salone Centrale. L'occhio viene catturato dagli affreschi dei fratelli Valeriani, di Crosato e Van Loo dalle cacce di Cignaroli, dalle decorazioni di Pozzo e Crivelli dagli arredi di Piffetti e dalle sculture di Bernero.
12.90

La collezione Croff della Fondazione Guelpa di Ivrea

publisher: Allemandi

pages: 168

È il catalogo dell'importante collezione d'arte dell'industriale milanese Abdone Croff (1893-1946), oggi donata al Museo Civico di Ivrea (Torino). Comprende una cinquantina di dipinti e disegni, fra i quali alcuni capolavori di Giovanni del Biondo, Neri di Bicci, Bergognone, Annibale Carracci, Giuseppe Palizzi, Filadelfo Simi, Pietro Annigoni, Xavier e Antonio Bueno, Giorgio de Chirico. L'archivio conserva una ricca documentazione su queste opere (carteggi con artisti, antiquari ed esperti), poiché Croff intrattenne stretti rapporti di amicizia con Pietro Annigoni, Antonio Bueno e Giorgio de Chirico, mentre per la ricerca di dipinti si avvalse di storici dell'arte come Adolfo Venturi e Bernard Berenson, nonché dei migliori antiquari e di famose case d'aste.
39.00

Zuffi alla Scala

by Vittoria Crespi Morbio

publisher: Allemandi

pages: 133

Spinto eclettico e inquieto, Piero Zuffi (1919/2006) accoglie le più disparate eredità, dal teatro ehsabettiano alla tradizione nipponica, e le trasmuta in una personalità di scenografo fantasiosa, tesa a sperimentare di continuo, dispersiva per eccesso di talento. Alla Scala firma spettacoli rimasti celebri collaborando con Maria Callas, Carlo Maria Giulini, Luchino Visconti. Tentato dal cinema, dissiperà il proprio patrimonio artistico e chiuderà tragicamente la propria avventura.
10.00

Villa San Luca a Ospedaletti

publisher: Allemandi

25.00

Viaggio in Italia di un conoscitore d'arte

by Francis Russell

publisher: Allemandi

pages: 304

L'Italia da non perdere raccontata da un grande conoscitore d'arte, che utilizza un linguaggio divulgativo e immediato. Cinquantadue città italiane, con la loro storia, i monumenti, le opere d'arte, descritte in altrettante schede e documentate da fotografie a colori. Grandi centri urbani, piccole cittadine, aree monumentali, musei e ville da riscoprire: Ascoli, Assisi, Atri, Bergamo, Bitonto, Bologna, Borgo San Sepolcro, Castel del Monte, Cortona, Cuma, Ferrara, Firenze, Genova, Gubbio, L'Aquila, Lecce, Lucca, Mantova, Maser, Matera, Milano, Monreale, Monte San Giusto, Monte Sant'Angelo, Napoli, Orvieto, Padova, Paestum, Palermo, Parma, Pavia, Perugia, Pienza, Pistoia, Pompei, Possagno, Ragusa, Ravenna, Roma, Segesta, Siena, Siracusa, Tivoli, Trani, Torino, Tuscania, Urbino, Varallo, Venezia, Verona, Vicenza, Villa Lante. Chiese, palazzi, piazze, dipinti, affreschi e sculture rivivono nelle pagine di questa guida.
25.00

Il castello di Rivoli

publisher: Allemandi

pages: 79

Nato nell'XI secolo come castello arroccato sulla collina sovrastante il borgo, le prime testimonianze sull'aspetto dell'edificio descrivono una struttura fortificata composta da una serie di volumi sui quali svetta una torre a pianta quadrata. Il primo grande cambiamento, voluto da Carlo Emanuele I nel XVII secolo, vide impegnati Ascanio Vitozzi e Carlo di Castellamonte in un ambizioso progetto di riplasmazione totale, ma sarà l'incontro tra il neomonarca Vittorio Amedeo II e l'architetto messinese Filippo Juvarra a mutare definitivamente la fisionomia del castello. Purtroppo la scenografica magnificenza del progetto juvarriano non riuscirà mai a vedere la luce perché nel 1734 il cantiere venne fermato e la sua storia proseguì tristemente fra alterne vicende di abbandoni, recuperi, donazioni e occupazioni fino ai giorni nostri. Il piano di recupero, ideato nel 1961 per salvare l'edificio dallo stato di degrado nel quale era stato lungamente abbandonato, diede origine a un nuovo progetto di restauro volto non più al recupero delle vestigia di un'antica civiltà, ma alla creazione di un emblematico spazio dei nostri tempi, nel quale l'antico può essere finalmente risolto attraverso le forme del contemporaneo. Da questa intuizione è iniziata, nel 1984, la seconda vita del Castello di Rivoli come sede del Museo d'Arte Contemporanea.
12.90

Venini glass. Its history, artists and techniques-Catalogue 1921-2007

by Franco Deboni

publisher: Allemandi

pages: 547

Uno dei più importanti cambiamenti nel XX secolo è stata l'evoluzione delle arti decorative dal livello di artigianato a quell
150.00

The Five Rings. Cinque artisti al Forte di Exilles. Ediz. italiana e inglese

publisher: Allemandi

pages: 80

È il catalogo della mostra "The Five Rings" organizzata nel Forte di Exilles, in Valle di Susa, in occasione dei Giochi Olimpici Invernali del 2006. Cinque artisti (Loris Cecchini, Jimmie Durham, Alberto Garutti, Lucy Orta e Chen Zhen) presentano le loro installazioni legate alla ricerca multilinguistica, al rapporto uomo-natura e allo sport. Il suggestivo scenario è quello del Forte di Exilles, il cui primo nucleo risale al 1155. Posto in posizione strategica sulla strada del Monginevro, venne ricostruito, dopo la sua distruzione ad opera delle truppe francesi, tra il 1818 e il 1829. Oggi è un museo, unico nel suo genere, visitabile nelle sue diverse parti: le scuderie, il grande fossato, la scala del Paradiso, i diversi cortili.
25.00

Ceroli alla Scala

by Vittoria Crespi Morbio

publisher: Allemandi

pages: 45

Nato a Castelfrentano, in Abruzzo, nel 1938, Mario Ceroli si è formato all'Accademia di Belle Arti di Roma, città nella quale tuttora vive. Inizialmente risente delle influenze pop americane, ma la sua ricerca figurativa è legata alla tradizione umanistica della pittura italiana. Negli anni sessanta si avvicina all'Arte Povera, con un uso del materiale "povero" unito però alla definizione della forma. Negli anni ottanta e novanta realizza monumenti pubblici come il "Cavallo alato" del Centro direzionale Rai di Saxa Rubra, a Roma. Il carattere "invasivo" del suo lavoro lo porta a sconfinare nel cinema, nel teatro, nel disegno di ambienti, nella progettazione di chiese.
9.50

Vakhevitch alla Scala

by Vittoria Crespi Morbio

publisher: Allemandi

pages: 123

Le date che racchiudono l'esistenza di Georges Wakhevitch (1907-1984), scenografo e costumista francese di origine russa, individuano il percorso tipico di quella folla di émigrés sfuggiti alla Rivoluzione sovietica e giunti a popolare l'Occidente di sogni e invenzioni fantastiche, come Diaghilev o Erté. Felicissima mano pittorica, dopo la scuola di Belle arti a Parigi, Wakhevitch firma il suo primo spettacolo come scenografo ancor prima di compiere diciotto anni. Nel 1928 comincia a lavorare per il cinema (con grandi registi come Renoir e Buñuel). La sua arte è caratterizzata da un notevole equilibrio fra l'esattezza del particolare, un alto gusto pittorico e un uso sapiente dello spazio.
9.50

Ratto alla Scala

by Vittoria Crespi Morbio

publisher: Allemandi

pages: 74

Prima di partire per il Brasile, dove tuttora vive e lavora, il giovane Gianni Ratto, nato a Milano nel 1916, firmò nella sua città d'origine scene e costumi di allestimenti rimasti leggendari. Con Strehler ha condiviso l'apertura del Piccolo Teatro ("L'albergo dei poveri" di Gor'kij) e, ripercorrendo la cronologia degli allestimenti operistici realizzati dal regista, sarà una presenza fissa al suo fianco. Insieme ebbero una parte significativa nella stagione della riapertura del Teatro alla Scala, debuttandovi con "La traviata" nel 1947 e, in seguito, realizzando gli allestimenti di "Il matrimonio segreto" nel 1949, "Lulù" e "Don Pasquale" nel 1950, "L'elisir d'amore", "La collina" di Peregallo e "Giuditta" di Honegger nel 1951.
9.50

La scienza per Venezia. Recupero e salvataggio della città della laguna

publisher: Allemandi

pages: 92

Un secolo fa Venezia era colpita dal fenomeno dell'acqua alta meno di dieci volte all'anno; dal 2000, nello stesso arco di tempo, il fenomeno si è verificato più di sessanta volte. La città rischia di essere sommersa in caso di moti ondosi provenienti dall'Adriatico. Un altro fattore di rischio è costituito dai cambiamenti climatici, un'altra grave minaccia per la sopravvivenza della città lagunare: nei prossimi cento anni il livello dei mari potrebbe elevarsi dagli otto agli ottantotto centimetri. Frutto di tre anni di studi condotti a Cambridge, il volume offre una panoramica dello stato attuale della ricerca in merito alle tipologie e alle cause dei fenomeni, nonché alle soluzioni proposte da centotrenta esperti.
11.70

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