fbevnts Tutti i libri editi da Allemandi - libri Bookstores Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 8
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Allemandi

Istanbul

editore: Allemandi

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160.00

Costantinopoli. Ediz. greca

editore: Allemandi

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160.00

La ceramica a Mondovì nell'Ottocento. Piemonte Italia Europa

di Cristina Fissore

editore: Allemandi

pagine: 258

Un modo nuovo di studiare e presentare la Ceramica di Mondovì, individuando alle radici della sua storia e del suo stile l'invenzione della terraglia di Josiah Wedgwood nell'Inghilterra della rivoluzione industriale e la sua diffusione, attraverso la Francia, fino alla Liguria e al Piemonte. Analoghi lo spirito imprenditoriale, le tecniche, le forme e le decorazioni. Originale è la capacità di produrre e diffondere tra larghi strati della popolazione oggetti di uso quotidiano di grande vivacità e varietà decorativa, coniugando il buon gusto con la praticità. Ai giorni nostri è divenuta obiettivo di appassionato collezionismo. Da questa passione nasce il Museo della Ceramica "Vecchia Mondovì" in via di allestimento. Quasi tutti gli esemplari pubblicati derivano da questa raccolta, confrontati, con altre produzioni ceramiche italiane ed europee.
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45.00

Fiume alla Scala

di Vittoria Crespi Morbio

editore: Allemandi

pagine: 107

L'universo di Salvatore Fiume (Comiso, 1915 - Milano, 1997) esplora il mito, la presenza del cavaliere e la calda sensualità femminile che approdano sulle immaginarie isole dell'artista, pronte ad accogliere anche gli archetipi teatrali di Medea, Prometeo e Norma. Con la sua sensibilità concreta e materica eppure preziosa, con la cromia densa ma brillante, Fiume destina alla Scala un numero cospicuo di allestimenti tra cui spicca il paesaggio pietrificato della Medea di Cherubini con Maria Callas.
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10.00

Chini alla Scala

di Vittoria Crespi Morbio

editore: Allemandi

pagine: 60

Pittore, scenografo, decoratore di solidissimo mestiere, Galileo Chini (Firenze, 1873/1956) dedica al mondo del teatro una parte cospicua della propria attività, illustrando i drammi di Sem Benelli e firmando allestimenti prestigiosi sui palcoscenici lirici. Il suo gusto misurato e sobrio cede alla fascinazione dell'Oriente in più occasioni, e si ribalta in visionarietà fantastica nella storica prima edizione della Turandot pucciniana, diretta da Toscanini alla Scala nel 1926.
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10.00

Borowsky alla Scala

di Vittoria Crespi Morbio

editore: Allemandi

pagine: 80

Formatosi in Ucraina e attivo con Jurij Ljubimov nell'avventura avanguardistica del teatro moscovita alla Taganka, David Borovsky (Odessa, 1934 - Bogotà, 2006) ha firmato la scenografia di allestimenti celeberrimi in Europa e negli Stati Uniti, destinando alla Scala la rivoluzionaria partitura visiva di "Al gran sole carico d'amore" di Luigi Nono (1975) e l'immensa icona sovrastante il "Boris Godunov" di Musorgskij (1979), oltre ad altre realizzazioni nel nome di Musorgskij e di Cajkovskij.
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10.00

Le residenze sabaude

editore: Allemandi

pagine: XXI-347

Un volume complessivo sulle Residenze Sabaude a Torino e in Piemonte: quindici edifici storici, tra regge, palazzi, castelli,
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48.00

Manzù alla Scala

di Vittoria Crespi Morbio

editore: Allemandi

pagine: 63

Amico personale di Stravinskij, Giacomo Manzù (Bergamo, 1908 - Roma, 1991) ne accompagna le sorti sul palcoscenico della Scala firmando gli allestimenti di "OEdipus Rex" (1964) e dell'"Histoire du soldat" (1966x1970). La sua concezione della "musica nello spazio", mediata dai giochi della luce, trova forma in bozzettixcollages e in modellini di argilla dai colori chiari e gessosi, scatole luminescenti che tradiscono l'amore per la materia e alludono al gesto scenico.
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10.00

Il Museo nazionale del cinema

editore: Allemandi

pagine: 79

Quella del Museo Nazionale del Cinema è la storia di un sogno nato dalla tenace passione della studiosa e collezionista Maria Adriana Prolo, accresciutosi nella fortuna dei primi allestimenti, deluso dai numerosi e infelici traslochi e infine coronato il 19 luglio del 2000, anno nel quale il museo viene inaugurato nella perfetta cornice della Mole Antonelliana. Il geniale edificio ottocentesco, progettato da Alessandro Antonelli come tempio per la comunità ebraica torinese e divenuto ben presto il simbolo stesso della città, per uno strano caso del destino ha una storia che negli anni ha incrociato più volte quella dell'antico "Museo della cinematografia"; dopo alterne e travagliate vicende la Mole Antonelliana offre oggi al Museo Nazionale del Cinema uno spazio espositivo innovativo, che si struttura in sei differenti livelli e raggiunge l'apice della sua grandezza nell'imponente Aula del Tempio, sovrastata dal vuoto della cupola e sulla quale si affacciano le numerose gallerie perimetrali. L'allestimento studiato dallo scenografo Francois Confino valorizza la singolarità architettonica dell'edificio e presenta un percorso museale fluido e strutturato verticalmente, che conquista il visitatore snodandosi tra le differenti sezioni espositive che raccontano la nascita e l'affermazione dell'arte cinematografica, dalla sua preistoria fino ai giorni nostri.
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12.90

Villa San Luca a Ospedaletti

editore: Allemandi

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25.00

Il Palazzo Reale

editore: Allemandi

pagine: 80

Il Palazzo Reale di Torino nasce come organismo vasto e articolato, quasi una città nella città, con il ruolo di centro del potere e luogo di rappresentanza per la magnificenza sabauda. La storia plurisecolare della prima residenza della dinastia dei Savoia in Italia è raccontata non solo dalla luminosa eleganza della facciata seicentesca, ma anche dallo splendore dei suoi interni: gli sfarzosi appartamenti, i fastosi saloni, i pavimenti a intarsio, le preziose tappezzerie, gli arazzi, i tappeti e i dipinti, le antiche porcellane, i vasi e gli orologi. Ma Palazzo Reale racconta anche più di tre secoli di storia del genio progettuale. La cappella e la galleria della Sindone, innalzate da Guarino Guarini nel 1667, la Scala delle Forbici e la Galleria del Beaumont, realizzate da Filippo Juvarra negli anni venti del Settecento, il Gabinetto Cinese allestito da Benedetto Alfieri, la Sala da Ballo, ideata da Pelagio Palagi nel 1835, costituiscono solo le punte di diamante delle colte e raffinate commissioni architettoniche dei sovrani sabaudi. L'ultima impresa architettonica e decorativa è costituita dal maestoso Scalone d'Onore, innalzato da Domenico Ferri nel 1862: con il trasferimento della capitale il Palazzo perde progressivamente di importanza, fatta eccezione per la breve stagione, nel 1931, in cui vi ebbero residenza i principi di Piemonte Umberto II e Maria José, destinati a essere gli ultimi sovrani d'Italia.
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12.90

Il castello di Agliè

editore: Allemandi

pagine: 79

Ideato nel XVII secolo, l'imponente impianto planimetrico di matrice francese viene infatti abbellito nel corso del Settecento
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12.90

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