Casagrande
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Petrus Morettinus tribunus militum. Un ingegnere militare locarnese al servizio estero Pietro Morettini (1660-1737)
di Marino Viganò
editore: Casagrande
pagine: 350
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Facciamo finta che non siamo noi? Storie di adolescenti e di desideri esplicitati anche per vie traverse
di Mariapia Borgnini
editore: Casagrande
pagine: 81
Mariapia Borgnini è psicopedagogista, insegna in una scuola pubblica dove lavora con giovani in difficoltà, vulnerabili e incapaci di affrontare il mondo. Nel corso di incontri individuali, utilizza il metodo "fare storie", un approccio di impostazione psicanalitica che ha dato risultati sorprendenti a livello di dialogo, di apertura e di fiducia. "Facciamo finta che non siamo noi?" offre stimoli, risposte e speranza a chi quotidianamente si confronta con i giovani in crisi. La prima parte del volume delinea il quadro teorico e il metodo adottato, mentre la seconda, in forma narrativa e in modo appassionato e colloquiale, racconta una serie di casi emblematici che mostrano come è possibile "fare storia".
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Grisù
di Pierre Lepori
editore: Casagrande
pagine: 112
Samuel ha ventitré anni, è in prigione, ha appiccato sette incendi: gira in tondo nella sua cella e osserva la neve che cade incessantemente, risponde alle domande degli psicologi, degli avvocati. Nel suo passato, un vuoto di parole e le ragioni come un muro bianco. Fuori c'è Carlo che, dopo aver perso tutto in uno degli incendi, inizia a scrivere a Samuel lunghe lettere, vorrebbe capire il suo gesto ma finisce per raccontargli la propria vita, forse intravedendo in lui il figlio che non ha saputo accettare e di cui ora inizia a sentire la mancanza. Mentre il mondo si mostra attraverso le sue catastrofi - eruzioni, cicloni, incendi - tra chi brucia e chi è bruciato si instaura un dialogo che, tra silenzi e improvvise accelerazioni, coinvolge il lettore in una struggente riflessione sull'omosessualità, la colpa e il perdono.
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Sul luogo del delitto. Pratica penale, inchiesta e perizia giudiziaria a Ginevra (XVIII-XIX)
di Michel Porret
editore: Casagrande
pagine: 265
Questo libro è un'analisi di dossier riguardanti crimini che vanno dalla magia e dalla superstizione al furto domestico, alla seduzione e al rapimento, il loro decorso giudiziario e la loro sanzione punitiva. Una parte del libro è dedicata all'indagine dei reati che riguardano il controllo sulla stampa e le misure repressive (censure, sequestri, roghi pubblici) adottate verso gli scritti sovversivi, irreligiosi e osceni considerati pericolosi per l'ordine pubblico, l'ortodossia calvinista e la morale privata. Gli ultimi capitoli si concentrano sull'esame di crimini gravi e violenti (dal suicidio alle offese sessuali, agli omicidi plurimi) che documentano la complessità dell'indagine poliziesca e giudiziaria e il ruolo rilevante che acquistano i saperi esterni.
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Il senso dell'ospitalità. Scritti in omaggio a Eugenio Turri
editore: Casagrande
pagine: 152
"Per i geografi di lingua italiana iniziatisi al mestiere tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento, e per quelli arrivati dopo, Eugenio Turri ha sempre e anzitutto significato libertà, cioè indipendenza dai vincoli accademici, dunque autonomia di giudizio e d'indirizzi di ricerca. Il che faceva di lui, proprio in quanto esterno rispetto alla corporazione, una delle figure più autorevoli, seguite e in qualche maniera invidiate: non vi era allora nessun altro, tantomeno tra coloro che provenivano come Eugenio da una formazione cartografica o naturalistica, in grado di mobilitare nel proprio discorso l'ampiezza dei riferimenti critico-umanistici (da Lévi-Strauss a Eco, da Edgar Morin a Cesare Brandi, da Merleau-Ponty a McLuhan a Elemire Zolla) che ad Eugenio riuscivano invece affini e conigeniali, ma che il controllo disciplinare interno all'università provvedeva allora ad espungere accuratamente. Sicché prima e più di ogni altro sono allievi suoi, molti senza saperlo e comunque paradossalmente, tutti i giovani geografi che oggi mettono a frutto nelle diverse direzioni la più grande libertà di linguaggio, procedendo a quel rinnovamento del discorso geografico e delle relazioni della geografia con gli altri saperi che fin dall'inizio ad Eugenio Turi più di ogni altra cosa è stato a cuore." (Franco Farinelli). I testi presentati in questo volume propongono un primo sguardo sul lavoro e sulla vita da geografo di Eugenio Turri.
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Il merito del linguaggio. Scrittura e conoscenza
di Matteo Terzaghi
editore: Casagrande
pagine: 116
Con l'aiuto di due guide come Nelson Goodman e Italo Calvino, l'autore sviluppa in questo saggio una riflessione sugli aspetti cognitivi ed epistemologici della lingua scritta e della produzione testuale. Che cosa vuol dire descrivere un oggetto? Che rapporto c'è tra osservare e descrivere? Che rapporto c'è tra descrivere e giudicare un fatto o una persona? È possibile descrivere una buona descrizione da una cattiva descrizione, una descrizione che "rende giustizia" da una che "fa torto"?
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Replica
di Pietro De Marchi
editore: Casagrande
pagine: 97
In questo nuovo volume di versi (e di rapide prose), Pietro De Marchi offre lo smarrimento di una vertigine combinato con lo stupore ammirato di fronte ai colori della vita e del mondo. I volti, i paesaggi, le vicende che parlano di vite vere, di drammi e di gioie, tutti i particolari che compongono il vasto affresco della sua opera svettano chiari e netti, pulsano di energia espressiva, di allegria persino; ma il quadro d'assieme che dovrebbe contenerli e ordinarli in un divenire sfuma e tende a scomparire, come se non fosse più possibile definirlo con precisione, come se le radici storiche e memoriali del mondo avessero subito una sorta di amputazione.
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Da quaresime lontane
di Giovanni Orelli
editore: Casagrande
pagine: 125
Un insegnante ha deciso di lasciare la scuola per fare il becchino. Un uomo è ossessionato dall'incapacità di "impacchettare" le cose e i discorsi. In una cascina sperduta la presenza di un diavolo-serpente semina il panico. Un musicante da balera decide di darsi al contrabbando. Un padre è alle prese con i propri figli proiettati verso la modernità e con i propri fantasmi che ritornano dal passato. Questi racconti prendono avvio da fatti minimi di una realtà locale, il paesaggio ticinese, tra montagne, paesi che sembrano abbandonati, luoghi fisicamente e psicologicamente impervi, per tessere pensieri, divagazioni, associazioni di immagini e di idee, richiami letterari, piccole biografie di personaggi non illustri. Tra comico e grottesco, tra lirica e sarcasmo, Giovanni Orelli crea raffinate architetture a spirale che quando sembrano allontanarsi dal fulcro primario della narrazione, vi ritornano sorprendentemente.
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URSS-Budapest 1956. Ultimi reportage oltre la cortina di ferro. Ediz. italiana e francese
di Jean-Pierre Pedrazzini
editore: Casagrande
pagine: 94
Nella primavera del 1956, insieme al giornalista e scrittore Dominique Lapierre, Pedrazzini decide di intraprendere un viaggio in Unione Sovietica e riesce eccezionalmente a ottenere i permessi grazie all'interessamento personale di Kruscev. Questo reportage è una delle rare e delle più belle testimonianze dell'URSS dell'epoca (il racconto del viaggio di Lapierre è pubblicato in Italia dal Saggiatore, C'era una volta l'URSS).
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Il tremito. Che cos'è la poesia?
di Giuliano Scabia
editore: Casagrande
pagine: 93
"Saluto qui Josif Brodskij per aver scritto: "La patria del poeta è la sua lingua". L'esperimento è sempre con lei, la lingua, paterna e materna, combattimento con lei, avventura con lei, per cercarla e trovarla nel soffio del corpo voce". In questo breve libro, Giuliano Scabia, scrittore, filosofo, teatrante e gran camminatore, racconta i suoi esperimenti alla ricerca della voce della poesia, del teatro, della musica. Una voce che nasce dalla grazia, dal gioco, dalla cura d'amore: grazia che è anche purificazione, è la gioia del bambino, è il respiro del feto nel ventre materno, è ascolto prima che parola, è la fessura da cui si intravedono altri mondi, è il nido nascosto che conserva un racconto. La poesia è, per Scabia, un infaticabile viaggio a piedi per i luoghi impervi della terra e dell'immaginazione alla ricerca delle forme primarie della parola che, con un tremito, si fa corpo. È un camminare per sentieri e per foreste, sulle tracce di san Francesco e di Collodi, di Nievo e di Rigoni Stern, di Borges e di Zanzotto, di Meneghello e di Tarkovskij. Questo libro, quasi provocatoriamente inattuale, ci parla, con confidenza fraterna e con una sapienza che sembra venire da lontano, della poesia che è dentro di noi, dentro il nostro essere bambini, animali e piante.
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di Daniele Garbuglia
editore: Casagrande
pagine: 140
Giovanni e Serena hanno costruito la casa dei loro sogni, una casa minimalista, con ampie finestre che sembrano lasciare entrare tutto il bianco della neve e tutto il buio della notte, e su cui si intravedono le sagome impresse dai loro corpi nudi. Una casa pensata in ogni dettaglio, con la cameretta pronta per un bambino che forse non arriverà mai. Lui è uno stilista di successo, lei lavora a casa come traduttrice e ha nostalgia del mare. Il destino di questa giovane coppia sfiora quello di altri personaggi, come Stefano, il capomastro che anni prima aveva diretto il cantiere della loro casa e, turbato da un desiderio inconfessabile per Serena, ne conserva ancora i piani; o come Margherita, l'ex compagna di Stefano.
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