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Breve storia del libro (a modo mio)

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Breve storia del libro (a modo mio)
Titolo Breve storia del libro (a modo mio)
Autore
Argomento Literature and Arts Literature and Linguistics
Collana Saggi
Editore Ponte alle Grazie
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 208
Pubblicazione 2014
ISBN 9788868330651
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C'è George Bernard Shaw che rimprovera Alfred Nobel: "Si può perdonargli l'invenzione della dinamite, ma soltanto un diavolo travestito da uomo avrebbe potuto inventarsi il premio Nobel". Oppure Beckett, che a ritirare il riconoscimento proprio non ci va; c'è Gutenberg che inventa la stampa a caratteri mobili e poi fallisce miseramente, dimenticato da tutti; ci sono i reading di poesia degli antichi romani, per un pubblico distratto come e quanto quello dei nostri contemporanei; ci sono i censori del Seicento che tagliano e tagliano, e poi tagliano ancora; o un poeta inglese contemporaneo che trova nella spazzatura il libro con la dedica fatta a mamma e papà. Ci sono i rotoli di pergamena che a Roma si chiamano volumina. Ci sono Petrarca e John Milton, Cervantes ed Erasmo da Rotterdam; c'è Albert Camus che muore in macchina con il suo editore; c'è Voltaire che scrive libelli tra un arresto e l'altro e c'è la pagina più erotica del Padrino. Ci sono libri fondamentali che vendono qualche decina di copie, successi commerciali di scarsissimo valore, e librai attenti alla qualità con le mani nei capelli. C'è Quasimodo che litiga con Montale, che se la prende con Ungaretti, "la iena egiziana". Ci sono gli olandesi che danno rifugio ai censurati, nel Seicento e durante il nazismo. C'è Molière che scrive lettere dedicatorie imbarazzanti; ma anche Shakespeare e Machiavelli in fondo non scherzano. Ci sono quelli che "Mamma mia, l'invenzione della stampa, chissà dove ci porterà"...
 

Biografia dell'autore

Andrea Kerbaker

Andrea Kerbaker (Milano, 1960) ha iniziato a comperare libri a sedici anni e non si è mai fermato. Attualmente ne ha circa 20.000, molti dei quali rarissimi. Li custodisce a Milano in uno studio su tre piani e in svariati altri posti. Poiché questa massa di volumi gli dà molto piacere, ma non reddito, fin da giovane si è rassegnato a lavorare: prima nella comunicazione dell’industria privata, poi nell’organizzazione della cultura. Ha scritto qualche libro anche lui, in particolare Diecimila, singolare autobiografia di un libro che parla in prima persona, tradotto in tutto il mondo. Collabora con il Corriere della Sera e con la pagina domenicale del Sole 24 Ore. Vive a Milano con la moglie e tre figli che leggono di tutto, tranne i libri scritti dal padre.
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