Nato in Olanda nel 1670, Bernard Mandeville studia Medicina e Filosofia a Leida, per poi stabilirsi a Londra. Lì passerà il resto della sua vita, specializzandosi nella cura dell'ipocondria e dei disturbi nervosi e dedicandosi alla scrittura di opere di vario genere. La sua fama però è legata a "La favola delle api, ovvero vizi privati, benefici pubblici", un testo che suscitò scalpore fin dalla sua prima pubblicazione. Attraverso il celebre apologo dell'alveare, Mandeville scardina la convinzione diffusa che la virtù individuale e l'altruismo siano necessari al benessere collettivo. Con ironia tagliente, l'autore sostiene una tesi che scandalizzò i contemporanei: sono proprio le passioni considerate vizi, come l'egoismo, l'ambizione e la competizione, a produrre benefici materiali e a sostenere il progresso nel commercio e nell'industria. In una società complessa, la prosperità generale emerge dal perseguimento degli interessi privati. Questo volume si basa sull'edizione del 1732, l'ultima pubblicata mentre Mandeville era ancora in vita, e include la Parte seconda, apparsa per la prima volta nel 1729. Nel confronto in forma dialogica tra Cleomene e Orazio, l'autore approfondisce lo studio delle passioni egoistiche, consegnando un'analisi della natura umana destinata a segnare profondamente i grandi pensatori dell'Illuminismo, a partire da David Hume.
La favola delle api. Vizi privati, benefici pubblici
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| Titolo | La favola delle api. Vizi privati, benefici pubblici |
| Autore | Bernard Mandeville |
| Traduttore | A. Branchi |
| Argomento | History , Religion and Philosophy Philosophy |
| Collana | Biblioteca |
| Editore | Silvio berlusconi editore |
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| Pagine | 828 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9791256680122 |
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