Tra vino e hashish, Charles Baudelaire indaga le promesse e gli inganni dell'ebbrezza, interrogandosi sul desiderio umano di oltrepassare i limiti della coscienza. Nei due saggi qui raccolti, scritti tra il 1851 e il 1858 e poi confluiti ne "I paradisi artificiali", l'esperienza delle sostanze diventa materia di osservazione poetica, fisiologica e morale. Se il vino è associato alla convivialità, all'azione e alla moltiplicazione dell'individualità, l'hashish offre invece un piacere solitario: amplifica ciò che già abita la mente, ma non crea nulla e, nell'illusione della potenza, indebolisce la volontà. Con lucidità visionaria, Baudelaire descrive il fascino del paradiso artificiale proprio mentre ne smaschera la natura: nessuna scorciatoia chimica può sostituire la disciplina, la sofferenza e il lavoro attraverso cui l'artista conquista l'Ideale.
Del vino e dell'hashish. Testo francese a fronte
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| Titolo | Del vino e dell'hashish. Testo francese a fronte |
| Autore | Charles Baudelaire |
| Curatore | G. Zappaterra |
| Argomento | Fiction Classics |
| Collana | Il piacere di leggere, 177 |
| Editore | La Vita Felice |
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| Pagine | 204 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788893469791 |
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