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Nella città dolente

Nella città dolente
Titolo Nella città dolente
Sottotitolo Mezzo secolo di scempi, condoni e signori del cemento. Dalla sconfitta di Fiorentino Sullo a Silvio Berlusconi
Autore
Argomento Law, Economics and Politics Politics
Collana RX
Editore Castelvecchi
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 230
Pubblicazione 2013
ISBN 9788876158667
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Il 13 aprile del 1963 segna il punto di non ritorno nella svendita dell'Italia a costruttori e palazzinari: quel giorno "Il Popolo", quotidiano ufficiale della Dc, scrive che nello schema della nuova legge urbanistica presentato dal ministro dei Lavori pubblici Fiorentino Sullo (basato sull'esproprio delle aree edificabili) non era "in alcun modo impegnata la responsabilità della Democrazia cristiana". Svanì così - con la netta stroncatura da parte dello stesso partito di Sullo - la possibilità di sottrarre le nostre città alla violenza della speculazione fondiaria che aveva avuto il via libera alla fine della Seconda Guerra Mondiale. A dare carattere definitivo alla sconfitta contribuì il tentativo di colpo di Stato dell'estate del 1964 (il cosiddetto Piano Solo) ordito dalla Presidenza della Repubblica e da ambienti politici e padronali atterriti dalla proposta di riforma urbanistica. Decenni di storia e cronache di "signori" del cemento armato, di paesaggi devastati, alluvioni, terremoti e tanta incompetenza. Da Milano ad Agrigento, da Napoli a Roma, da Venezia all'Aquila, da Taranto a Sesto San Giovanni. Anche se non sono mancati politici, amministratori e tecnici che hanno dato luce a speranze di cambiamento. Ma il declino inesorabile, secondo De Lucia, è cominciato dopo gli anni Ottanta con l'affermazione del pensiero unico neoliberista che ha quasi del tutto azzerato l'urbanistica. E poi il berlusconismo, quello delle grandi opere inutili e dannose e dei "padroni in casa propria"...
 
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