Prendere la parola vuol dire assicurarsi il proprio posto nel mondo. Il silenzio, al contrario, significa lasciare che qualcun altro parli per noi, rinunciare a essere portavoce di un gruppo o di un'idea, stare dietro le quinte per aiutare gli altri a brillare. Quasi sempre i colleghi uomini. Il risultato è la rinuncia all'autorevolezza che, in termini pratici, porta tra l'altro le donne a guadagnare di meno. E il denaro, oltre a essere meravigliosamente utile, è una forma di rispetto per la nostra persona e il nostro lavoro. Purtroppo, quando si tratta di parlare in pubblico, le donne sono quasi sempre in minoranza: non vengono prese in considerazione oppure sono loro stesse a rinunciare, consapevoli della maggiore durezza con la quale sono giudicate rispetto agli uomini. E questo è un dramma, perché l'uguaglianza e la parità passano anche per la retorica, attraverso l'atto di mettersi al centro e affrontare un pubblico. Questo libro vuole allora essere un'esortazione a proporsi, a prendere finalmente la parola. Anche quando non te la vogliono dare. Dove? In ufficio, a scuola, in tv, nel dibattito pubblico. Tra consigli pratici, esempi di retorica e ironiche note personali, l'autrice ci trascina in una riflessione brillante che smonta pregiudizi e ribalta punti di vista. Un invito a prendersi la scena, per far sentire la propria voce. Perché la vera sfida non è soltanto esserci, ma arraffare quel microfono e farsi ascoltare.
Prendiamo la parola! La retorica dalla parte delle donne
| Titolo | Prendiamo la parola! La retorica dalla parte delle donne |
| Autore | Flavia Trupia |
| Argomento | Human Sciences Sociology |
| Collana | Saggi PM |
| Editore | Piemme |
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| Pagine | 208 |
| Pubblicazione | 2025 |
| ISBN | 9788856698978 |
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