La questione criminale occupa uno spazio crescente e inusitato sulla scena pubblica. Si tratti degli scandali finanziari ed edilizi o della violenza domestica, delle morti sul lavoro e sulla strada o della corruzione politica e amministrativa, oppure ancora dell'eterna richiesta di sicurezza, sempre e comunque il diritto penale viene chiamato in causa da parte di chi invoca la pena con enfasi, insistenza e dismisura, nonostante il carico di violenza e oscurità che essa si porta dietro. A questa dilatazione quasi ossessiva del penale non corrisponde però un'adeguata consapevolezza diffusa della sua irrisolta problematicità. Con la conseguenza che il discorso pubblico sul penale vira sovente verso intonazioni irrazionali e simboliche. D'altro lato, quasi in controtendenza, nell'insegnamento universitario e nella pratica applicativa è molto presente un atteggiamento fortemente normativista, che tende a lasciare nell'ombra ciò che sta prima della norma - le scelte valoriali che essa presuppone - e ciò che sta dopo - gli effetti che è in grado di produrre nella realtà sociale. E allora, dinanzi a questi rischi distorsivi, può essere utile tentare di ripercorrere i «fondamentali» dell'edificio penalistico, saggiandone la capacità di resistenza alle sfide del presente. Questo volume si propone di recare un contributo alla conoscenza piú razionale e meditata del mondo della penalità al di là della pura scorza normativa, rivolgendosi anche a chi non pratica professionalmente o non pratica ancora il diritto penale.
Il primo libro di diritto penale
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| Titolo | Il primo libro di diritto penale |
| Autore | Francesco Palazzo |
| Argomento | Law, Economics and Politics Law |
| Collana | Piccola biblioteca Einaudi. Big |
| Editore | Einaudi |
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| Pagine | 272 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788806268671 |
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