Recanati, 1813. In un austero palazzo nobiliare, il giovane Orazio Carlo tiene un diario nel quale riporta le parole e le azioni del fratello maggiore, Tardegardo Giacomo. Ad attirare l'attenzione del ragazzo è il comportamento misterioso di Tardegardo, che si diletta di poesia e ha tranquille abitudini da erudito, ma è anche roso da una sconvolgente irrequietezza. Nel frattempo, in paese, alcuni episodi cruenti turbano la serenità degli abitanti. Si alternano così la rivisitazione della vita e delle opere di un giovane poeta e gli elementi di un romanzo nero, come delitti efferati, coincidenze lunari e antiche vicende di sangue. Riprendendo i modi della prosa italiana dell'Ottocento, il romanzo è l'esecuzione musicale di un apocrifo leopardiano, ed è al contempo un'originale variazione sul tema del doppio.
Io venía pien d'angoscia a rimirarti
| Titolo | Io venía pien d'angoscia a rimirarti |
| Autore | Michele Mari |
| Argomento | Fiction Contemporary fiction |
| Collana | L'Arcipelago Einaudi |
| Editore | Einaudi |
| Formato |
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| Pagine | 150 |
| Pubblicazione | 2016 |
| ISBN | 9788806228965 |
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