"La Ballata del carcere di Reading" nasce dalla sua esperienza carceraria ed è l'ultima opera di Oscar Wilde. Composto dopo la liberazione nel maggio 1897 e pubblicato a Londra nel febbraio 1898 da Leonard Smithers, sotto lo pseudonimo C.3.3. - suo codice da prigioniero -, il poema nasce da una condizione biografica estrema: quella di uno scrittore che, precipitato dalla celebrità alla degradazione sociale, trasforma l'esperienza della prigione in una forma poetica di ampia portata morale e simbolica. La Ballata prende spunto dalla vicenda di Charles Thomas Wooldridge, detenuto in attesa di esecuzione per l'omicidio della moglie, e segue l'attesa della morte all'interno del carcere, tra rituali quotidiani, silenzi forzati e sofferenze condivise. Intrecciando il racconto della vita carceraria con l'attesa della fine, il testo si trasforma in una meditazione intensa sul male, sulla sofferenza e sulla possibilità di redenzione. Le atmosfere edonistiche lasciano spazio a una voce più intima e lacerata, senza perdere il consueto graffio di Wilde, qui rivolto contro la crudeltà del sistema penitenziario vittoriano. Accanto alla denuncia della pena capitale e della disumanizzazione del carcere, il poema apre uno spazio di riflessione sul giudizio morale e sulla fragilità umana, in cui Wilde affida al lettore la sua confessione più autentica.
La ballata del carcere di Reading. Testo inglese a fronte
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| Titolo | La ballata del carcere di Reading. Testo inglese a fronte |
| Autore | Oscar Wilde |
| Curatore | F. Venturi |
| Argomento | Fiction Poetry |
| Collana | Labirinti, 141 |
| Editore | La Vita Felice |
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| Pagine | 104 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788893469593 |
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