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Il piacere dell'annientamento. Cesare Pavese, i «Dialoghi con Leucò» e il mito classico

Il piacere dell'annientamento. Cesare Pavese, i «Dialoghi con Leucò» e il mito classico
Titolo Il piacere dell'annientamento. Cesare Pavese, i «Dialoghi con Leucò» e il mito classico
Autore
Argomento Literature and Arts Literature and Linguistics
Collana Quodlibet studio. Lettere
Editore Quodlibet
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 316
Pubblicazione 2026
ISBN 9788822924940
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«Libro eretico e caro al mio cuore»: così Cesare Pavese definiva i Dialoghi con Leucò, ventisette brevi dialoghi fra dèi ed eroi del mito classico, pubblicati nel 1947. Nella loro elaborazione convergono infatti alcune delle tensioni decisive del suo percorso: il fascino precoce e mai interrotto per le storie dell'antichità, lette e rilette fin dagli anni del liceo; il confronto serrato con l'antropologia del mito, da Frazer a Kerényi fino a Paula Philippson, mediato anche attraverso il lavoro editoriale per la Collana Viola di Einaudi; e soprattutto una concezione del mito come linguaggio originario, non riducibile a semplice repertorio narrativo, bensì inteso come forma primigenia di conoscenza, capace di toccare ciò che nell'essere umano precede la storia e continua a interrogarla. Muovendo dalle più recenti prospettive della classical reception e della critica tematica, questo saggio restituisce al mito antico la sua piena centralità nell'opera di Pavese e ricostruisce le strategie attraverso cui il materiale classico viene adattato, trasformato, piegato a una nuova necessità espressiva. Posti in controluce rispetto a Esiodo, Omero e Ovidio, e insieme alle più significative riscritture mitiche della modernità, i Dialoghi con Leucò risaltano così in tutta la loro densità formale e concettuale. L'interpretazione proposta consente inoltre di collocare Pavese entro quel modernismo che è tornato ossessivamente alle trame del mito come luogo di verità, e di annoverarlo, seguendo Nietzsche e Szondi, tra quei poeti che hanno saputo dare voce al volto più tragico e non conciliato dell'esperienza umana.
 

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