Molteplici parole, in tutti gli idiomi, nascono ovvero diventano ambivalenti. Ciascuna di queste parole si contraddistingue per avere almeno "un altro da sé", è sede quanto meno di due sé consistenti, gestiti dalla regola dell'alternanza, e, per questa ragione, le parole ambivalenti sono le più prossime agli esseri umani. "Attendere", e la sua sostantivazione "attesa" si dibattono in tale ambivalenza, la quale rimanda alla contrapposizione tra il sé, costruttivo ed evolutivo, dell'attesa che evidenzia i tratti cromosomici della perseveranza, della lentezza, della quiete, della pacatezza, della costanza, dell'accortezza, della pazienza e del mistero; e il sé, distruttivo e involutivo, dell'attesa la quale effigia i tratti fisionomici dell'angoscia, dell'esitazione, della paura, della in-azione paralizzante.
Achille, o dell'attesa. Per una genealogia sovverziente dell'attesa, per un'attesa che sovverta
| Titolo | Achille, o dell'attesa. Per una genealogia sovverziente dell'attesa, per un'attesa che sovverta |
| Autore | Vincenzo Cariello |
| Argomento | History , Religion and Philosophy Philosophy |
| Collana | Università |
| Editore | Il Nuovo Melangolo |
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| Pagine | 96 |
| Pubblicazione | 2014 |
| ISBN | 9788870189605 |
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