Perché è tanto difficile, se non impossibile, riformare la sanità statunitense
editore: Vita e pensiero
pagine: 190
I sistemi politici dell’Europa occidentale hanno
avviato a soluzione il problema della sanità alla
metà del secolo scorso mediante un massiccio intervento
pubblico che, pur in presenza di varianti da
paese a paese, è caratterizzato da due criteri: copertura
universale e obbligatoria delle popolazioni e
sua gestione, diretta o indiretta, da parte dello stato.
Opposta, a tutt’oggi, la situazione negli USA: una
disarticolata frammentazione di subsistemi incomunicanti,
privati e, in misura minore, pubblici, in
assenza di una copertura obbligatoria e universalistica.
Situazione che gli studiosi americani spiegano
ricorrendo a due modelli interpretativi: una cultura
politica ostile a ogni forma di gestione statale, e un
sistema decisionale ricco di opportunità di veto.
Non è questa, pur radicale, differenza fra USA ed
Europa che giustifica il titolo del volume. La vera
anomalia si può sintetizzare così: perché gli USA,
leader mondiali nella ricerca medica e dotati di
straordinarie strutture diagnostico-terapeutiche,
spendono il doppio degli europei per proteggere a
mala pena il settanta per cento della popolazione, e
si caratterizzano non solo per livelli bassi di efficienza
ed efficacia, ma anche per una insoddisfacente
qualità dell’assistenza e, quindi, della salute della
popolazione?
La risposta è stata costruita mediante una comparazione
storica della medicina moderna in Europa e
in America. Entrambe sono passate attraverso gli
stessi stadi di sviluppo – creazione della medicina
scientifica, transizione da un’assistenza elitaria a
una di massa, managerializzazione della sanità –
ma assai differenti i modi con cui sono stati percorsi.
Il risultato è che, negli USA, il milieu sanitario
esercita un monopolio assoluto sulla professione
medica e il suo esercizio con il doppio obiettivo
della massimizzazione dei profitti e dell’esclusione
del ruolo gestionale dello stato. Un monopolio dapprima
esclusivamente corporativo esercitato
dall’American Medical Association fino agli anni
settanta del secolo scorso, e da allora allargato in
una più flessibile e inclusiva struttura chiamata
Medical Industrial Complex, dove, oltre ai medici, sono confluiti finanzieri, manager, l’industria farmaceutica
e medicale e le compagnie di assicurazione.
Monopolio che ha resistito con risultati schiaccianti
ai tentativi di intaccarlo portati da vari presidenti, a
cominciare da Harry Truman. Monopolio per la
prima volta sfidato frontalmente dal progetto di
riforma del presidente Obama e dallo stesso formalmente
ridimensionato ma, di fatto, ancora una
volta riemerso come invulnerabile.