Se: Testi e documenti

Divinazione antica pagana in testi e immagini dell'età di Lutero

Divinazione antica pagana in testi e immagini dell'età di Lutero

by Aby Warburg

publisher: Se

pages: 128

"Nello stesso modo in cui i fenomeni celesti venivano circoscritti entro sembianze umane per limitare il loro potere demoniaco almeno attraverso l'immagine, così si voleva sottomettere un uomo demoniaco come Lutero alle leggi astrologiche (e precisamente, come abbiamo visto, già in vita), mediante un collegamento quasi totemistico della sua nascita a una coppia di pianeti. Così si cercava di trovare nell'immagine di una entità superiore, cosmica, che dalla divinità prendeva nome, la causa di una potenza che altrimenti si sarebbe detta sovrumana e pertanto incomprensibile. Il ruolo che in questo ebbe la rinascita dell'Antichità demoniaca è dovuto alla memoria delle immagini, che funziona, per così dire, per empatia sebbene in modo ambivalente. Siamo nell'età di Faustus, nella quale lo scienziato moderno, oscillando fra pratica magica e matematica cosmologica, cerca di conquistare nello spazio del pensiero la distanza fra se stesso e l'oggetto. Per questo occorre sempre di nuovo salvare Atene da Alessandria. Da questo punto di vista le immagini e i testi qui esaminati - e sono solo una piccola parte di quello di cui avremmo potuto disporre -sono da considerarsi all'incirca come documenti sino ad ora mai letti della tragica storia della libertà di pensiero dell'uomo europeo moderno. Al tempo stesso doveva essere mostrato, mediante una indagine positiva, come si possa perfezionare il metodo della storia della civiltà collegando tra loro storia dell'arte e scienza delle religioni".
19.00
Walt Disney

Walt Disney

by Sergej M. Ejzenstejn

publisher: Se

pages: 168

"A volte ho paura a guardare le sue opere. Paura di quella loro perfezione assoluta. Sembra che quest'uomo non conosca solo la magia di ogni mezzo tecnico, ma sappia anche agire sulle corde più segrete dei pensieri, delle immagini mentali e dei sentimenti umani. Così dovevano agire le prediche di san Francesco d'Assisi, così ci incantano i dipinti del Beato Angelico, così ci affascina Andersen, e Alice nel suo paese delle meraviglie. Disney è, molto semplicemente, "al di là del bene e del male". Come il sole, come gli alberi, come gli uccelli, le anatre, i topi, i cerbiatti e i piccioni che attraversano il suo schermo". Sergej M. Ejzenstejn considerava Walt Disney un "grande artista e maestro", e la sua opera "the greatest contribution of the American people to art". Tra il 1940 e il 1942, dieci anni dopo la sua sfortunata esperienza cinematografica a Hollywood e in Messico, Ejzenstejn scrisse questo saggio particolarmente ispirato che è al contempo un omaggio all'arte del creatore di Topolino, uno studio tecnico sul cinema d'animazione, un'erudita indagine sulla morfologia della fiaba, una riflessione sociologica sul cinema quale strumento di consolazione e di elevazione per l'uomo moderno: "per coloro che sono vincolati da ore di dura fatica, dai minuti regolamentari di pausa e dalla precisione matematica del tempo; coloro la cui vita è regolata dal 'cent' e dal 'dollar'."
20.00
Anima

Anima

by Natsume Soseki

publisher: Se

pages: 224

"Fin dalle sue più lontane origini c'è, nella cultura orientale, una forte tendenza a rifuggire dalle complicazioni volgari della vita sociale per cercare rifugio entro la natura serena. La nostra parola giapponese Bunjin, letterato, rimane avvolta da un sentore di eremitaggio. Si dice: 'Vivere in armonia con il fiore, l'uccello, il vento, la luna'. Si dice anche: 'Il vento e la corrente'. E queste due parole, per così dire, racchiudono tutta la nostra estetica. Tale è anche la prima tendenza di Soseki, che si esprime in lui non in una forma facile e popolare, ma nella sua essenza più profonda. E probabilmente essa avrebbe definitivamente isolato Soseki dal consorzio civile, se non vi fosse stata in lui un'altra tendenza, quella infinitamente umana, che, a tratti, fa dell'eremita-letterato un romanziere nel senso occidentale del termine. La portata dell'opera di Soseki lo attesta. E tuttavia, inestricabile contraddizione, mai il successo dei suoi romanzi più umani ha potuto far discendere Soseki da quelle altezze solitarie da cui l'eremita che era in lui guardava il genere umano. È questo il duplice movimento in cui Soseki non ha mai potuto impedirsi di oscillare. 'Anima', uscito nel 1914, è un romanzo di genere psicologico. Verso la fine si trova questa frase: 'La sola cosa profonda che io abbia sentito è il peccato che grava sull'uomo'. Per avere profondamente sentito questo peccato, un uomo si rinchiude nella solitudine, e finisce per uccidersi." (Tanika Tetsuzo)
23.00
La duplice fiamma. Amore ed erotismo

La duplice fiamma. Amore ed erotismo

by Octavio Paz

publisher: Se

pages: 183

Simile a uno stemma araldico, la duplice fiamma rossa e azzurra nel cui segno questo libro è stato concepito e scritto è quella dell'erotismo e dell'amore. L'ambizioso progetto di questo grande poeta, sensuale e visionario, raggiunge nella 'Duplice fiamma' esiti felicissimi: un testo non meno capitale de 'L'amore e l'Occidente' di Denis de Rougemont, con cui Paz dialoga a distanza e rispettosamente polemizza. Con straordinaria capacità di analisi e di sintesi, l'autore ripercorre tutta la tradizione occidentale, dai greci fino ai nostri giorni, seguendo le evoluzioni e le metamorfosi dei concetti di amore e di erotismo quali sono stati espressi dalla nostra cultura e, soprattutto, dalla nostra letteratura - non senza raffrontarli, tuttavia, al pensiero orientale. Mistici e libertini, Catullo e Saffo, Dante e Sade, Proust e i trovatori, Stendhal e Breton non sono che alcuni degli innumerevoli personaggi che attraversano la scena di questo immenso teatro dell'eros. D'altronde, come osserva giustamente Paz, "una delle funzioni della letteratura è quella di rappresentare le passioni; la presenza costante del tema amoroso nella nostra storia letteraria dimostra che l'amore è sempre stato una passione centrale in Occidente".
21.00
La letteratura e il male

La letteratura e il male

by Georges Bataille

publisher: Se

pages: 200

In questa raccolta i saggi sono dedicati a otto grandi scrittori (Emily Bronté, Baudelaire, Michelet, Blake, Sade, Proust, Kaf
22.00
Alchimia e kabbalah

Alchimia e kabbalah

by Gershom Scholem

publisher: Se

pages: 107

"Da quando il mondo europeo, sul finire del Medioevo, venne a contatto con la mistica e la teosofia ebraica, ossia con la kabb
19.00
Il bello nell'arte. Scritti sull'arte antica

Il bello nell'arte. Scritti sull'arte antica

by Johann Joachim Winckelmann

publisher: Se

pages: 201

"Per noi, l'unica via per divenire grandi e, se possibile, inimitabili, è l'imitazione degli antichi, e ciò che si disse di Om
22.00
I beati

I beati

by Maria Zambrano

publisher: Se

pages: 120

"Come leggiamo nell'introduzione, anche 'Los bienaventurados', 'I beati', l'ultima opera di Maria Zambrano pubblicata prima della sua morte (1991), vuole realizzare una 'conoscenza poetica', ossia un genere di sapere che nasce dalla simbiosi di ragione e passione, lucidità intellettuale e trasporto emotivo. Un sapere, un pensiero, dunque, che potremmo definire 'creaturale', anzi, con la Zambrano, 'viscerale', e il cui organo a un tempo conoscitivo e creativo è una 'ragione poetica' che applica un metodo 'totale', valorizzando l'intuizione e la rivelazione senza rinnegare l'esigenza di chiarezza da cui è da sempre animata la filosofia. Una ragione così intesa, che Maria Zambrano chiama anche 'logos sotterraneo' o 'logos embrionario', alimenta l'opera della pensatrice andalusa sin dai suoi inizi. Le pagine de 'I beati' mostrano molto efficacemente come la ragione poetica trovi il suo veicolo ideale nella messa a fuoco e nell'interpretazione di alcuni simboli fondamentali: la serpe-vita, il ponte-speranza, l'esilio come espressione della perdita di identità necessaria all'acquisizione di un'identità più intera, i 'beati' come incarnazione del superamento dell'antitesi tra pensiero e vita. Nel loro scaturire dall'azione congiunta di riflessione e immaginazione, e come mette esemplarmente in chiaro un altro di essi, il simbolo della bilancia, questi simboli sono insieme seme e frutto della simbiosi, anzi della 'danza', tra sentire e capire, tra poesia e filosofia." Carlo Ferrucci
19.00
Il crepuscolo celtico

Il crepuscolo celtico

by William Butler Yeats

publisher: Se

pages: 160

"Come ogni artista, ho desiderato creare un piccolo mondo dalle cose amabili, belle, essenziali di questo mondo imperfetto e i
20.00
Teoria del romanzo

Teoria del romanzo

by György Lukács

publisher: Se

pages: 154

"Lo scoppio della guerra del 1914 - l'effetto prodotto dalla posizione interventista della socialdemocrazia sull'intellighenzia di sinistra - fu l'occasione che determinò la nascita della "Teoria del romanzo". La mia posizione radicale si esprimeva in un veemente, globale e, specie all'inizio, poco articolato rifiuto della guerra. Inizialmente avevo pensato a una catena di dialoghi: un gruppo di giovani si isola di fronte alla psicosi della guerra alla maniera dei narratori di novelle del 'Decamerone' di fronte alla peste; i loro dialoghi avrebbero esplicitato i problemi trattati nel libro, fino a gettare uno sguardo sul mondo di Dostoevskij. A un ripensamento più attento la 'Teoria del romanzo' assunse la sua attuale configurazione."
20.00
Tamara de Lempicka e Gabriele D'Annuzio. Nel diario di Aélis Mazoyer

Tamara de Lempicka e Gabriele D'Annuzio. Nel diario di Aélis Mazoyer

publisher: Se

pages: 87

L' 11 gennaio 1927 Tamara entrava per la seconda volta al Vittoriale e questa volta siamo informatissimi su tutto quanto ella
19.00
Dello spirito: Heidegger e la questione

Dello spirito: Heidegger e la questione

by Jacques Derrida

publisher: Se

pages: 142

"Parlerò dello spettro, della fiamma e delle ceneri. E di ciò che evitare significa per Heidegger". Sono le prime parole del libro: ora, lo "spettro" (che in francese suona "revenant", ovvero "spirito", anima di un morto che si suppone ritorni dall'altro mondo) è proprio lo spirito, e Derrida mostra come questa parola, evitata in "Essere e tempo", ritorni nel pensiero del filosofo tedesco a un preciso punto del suo cammino, nel 1933, anno della celebre prolusione accademica intitolata L'autoaffermazione dell'università tedesca. Che cosa vuol dire la parola "spirito" nell'opera di Heidegger? E che cosa significano le sue dichiarazioni sulla "crisi dello spirito" e sulla "libertà dello spirito"? Per rispondere, Derrida ripercorre il sentiero seguito dal filosofo tedesco a partire da "Essere e tempo" e fino al testo dedicato alla poesia di Trakl, con una analisi ricca di riferimenti alle letture di Hòlderlin, Schelling e Nietzsche. "Dello spirito" è il resoconto del tormentato dialogo di Derrida con Heidegger; dialogo impietoso e a tratti aporetico, ma decisivo.
19.00