Un grandangolo, o grandangolare, è un obiettivo fotografico o cinematografico, caratterizzato da un grande angolo di campo ripreso sul fotogramma. Per questo "Le mie stanze" potrebbe essere definita un'autobiografia scomposta e organizzata secondo una successione di brevi quadri grandangolari. Inizialmente le stanze sono reali, concrete: abitazioni; poi si diradano, per lasciare spazio ad alcuni viaggi e, in coda, alle ultime riflessioni, frutto del disincanto dovuto al raggiungimento de l'age de la sagesse. Dall'infanzia alla maturità si sviluppa così un racconto del sé a partire dalle case di montagna ai piedi del Rosa, la casa di famiglia a Gallarate, la nonna, i genitori da rintracciare tra cassettoni e controcassettoni. Dentro convergono le passioni letterarie, gli studi, l'omosessualità nascosta perché altro non si poteva fare, e poi Londra, l'incontro con Mario Mieli. E a Milano Milo De Angelis, gli studi alla Bocconi dominati dalla figura ieratica - insieme severa e amorosa - di Jucci. E giovani e vecchi amanti, sino all'età matura, che decreta l'esaurimento di una militante scandita dalle case, dalle "stanze". E da una psicologia queer ante litteram, che trova nel costume del nuovo millennio conferma delle proprie giovanili intuizioni e convinzioni, allora considerate strambe (dunque: queer). Stanze anche come stanzas di una geografia poetica che dall'infanzia, attraverso il fuoco dell'adolescenza, giunge all'età matura di pre-dieu sotto l'angoliera. Perché i mobili che arredano le stanze sono destinati a sopravvivere a chi per qualche tempo si è sentito il loro proprietario.
Le mie stanze
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| Titolo | Le mie stanze |
| Autore | Franco Buffoni |
| Argomento | Fiction Poetry |
| Collana | Gli alianti |
| Editore | Marcos y Marcos |
| Formato |
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| Pagine | 176 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788892942424 |
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